La vasca del sesto piano
Alexandria si era appena svegliata, era tardi. Ogni tanto di sera lavorava in un bar ma da qualche settimana non aveva impegni, così si alzava dal letto quando preferiva. Di solito lasciava che fosse il corpo a decidere, quando sentiva le carni indolenzite per la stessa posa, si destava. Anche questa mattina era successo lo stesso, la schiena aveva cominciato a protestare per la posizione rannicchiata, tipica del suo sonno profondo. Al primo sentore di formicolio si era raddrizzata stropicciandosi gli occhi e cercando a tentoni, nella stanza semibuia, qualcosa da infilarsi addosso. La nudità la affascinava, era quasi una sua perversione. Pensare di stare vestita anche sotto le coperte le sembrava strano al limite dell'incomprensibile sia che sotto quelle coperte fosse sola o che non lo fosse. Quella nudità era diventata per lei come una fissa fin da quando era ragazza nella sua vecchia casa quando ancora abitava con i suoi genitori. Rovistando con la mano aveva trovato solo la mag...