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Visualizzazione dei post da aprile, 2014

Il sole, il bianco dei nostri vestiti e il verde di un ghiacciolo

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Questa mattina ho visto l'alba, ho visto tutta la notte scorrermi davanti. Incollata alla finestra ti aspettavo e come sempre sei arrivato, arrivi quando meno me lo aspetto e quando già il sonno si fa sentire pesante, ma arrivi. Mi accarezzi il volto con la tua mano leggera, leggerissima, non la sento nemmeno più ma continuo ad immaginarla; mi dai il solito bacio sulla fronte, sorridi e riparti. Ed io ti aspetto, ti aspetto da sempre. Ogni notte questo mese ho visto la notte passare veloce ed io correvo con lei, non ho mai vinto ma almeno l'ho sfidata. Se la mia mente dimentica, il cuore non lo fa. E così ogni notte è una catarsi, ogni notte è rivivere quello che è già successo. Ora è mattina. E quello che di notte fa male, la mattina diventa sopportabile; non ho mai capito perché ma funziona così, mi dicono. E allora, perché non rivivere ancora una volta? Forse la luce del sole asciugherà una volta per tutte le lacrime che la notte non riesce a fermare. Allora volo vi...

Ti sogno ma non esisti

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Sono a lezione. Sono seduta al mio solito posto, quello in fondo alla fila, quasi sempre una delle ultime file. Scelgo sempre lo stesso e sempre con lo stesso ragionamento: le prime file richiedono troppa concentrazione, non fanno per me; in quelle centrali mi sento compressa, chiusa, una sensazione insopportabile; le ultime invece sono perfette, sono quella zona di nessuno dove non è richiesta alcuna particolare volontà di attenzione o di partecipazione, chi si siede in quei posti, con uno sguardo d'intesa, ti comunica che non sarà di intralcio, che ti capisce e che come te sta cercando un posticino riparato da cui seguire la lezione, una lezione qualsiasi. Quindi sono a lezione, seduta in un'aula stranamente piena, stracolma. Anzi mi guardo in giro e comincio a pensare di aver sbagliato posto o orario, solitamente c'è l'eco a farci compagnia fra i banchi. Il posto è questo e l'ora pure, mi rassegno. Inizia la lezione, proiettore accesso, immagini di battaglie s...

Sguardi raminghi

Guardare un'altra persona negli occhi è il gesto più intimo che si possa fare: è lasciare che una persona ti scruti dentro senza niente a proteggerti e allo stesso tempo è entrare a tua volta dentro un'altra anima, con il suo tacito assenso. Infatti, niente è mai riuscito a suggestionarmi, a farmi tremare di paura o di piacere, a farmi sorridere o piangere come uno sguardo, come due meravigliosi occhi incollati sul mio corpo o dentro i miei. Niente è mai riuscito a suggestionarmi come il gioco di occhiate ora intriganti, ora passionali, ora amorevoli, ora tristi che può nascere fra due abissi colorati. Perciò, questa sera, ho voluto che i protagonisti fossero proprio loro: gli occhi. Vi è mai capitato di trovarvi in mezzo a dieci, venti persone? Sicuramente sì, stupido chiederlo. Vi è mai capitato di trovarvi in mezzo a queste persone e ridere? Ancora sì sarà la vostra risposta e forse già penserete "ma che banalità sono queste?". Ma vi prego abbiate pazienza ...

Dialogo di un'anima alla luna

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Non riesco a dormire. Forse è colpa del vento che ulula troppo forte contro la mia finestra costringendomi ad ascoltarlo o forse sono solo i miei pensieri che urlano nella mia testa, più forti del vento più forti di ogni altra cosa; ma io non voglio ascoltarli, vorrei solo addormentarmi e perdere per qualche ora la cognizione di quello che mi circonda, ma anche per questa notte è impossibile. Allora mi rifugio qui, nella mia Gabbia, e scrivo. Scrivo per voi e per soprattutto per me stessa, scrivo per non impazzire, scrivo per mettere ordine alle immagini che affollano la mia mente e questa sera ho una sola immagine che mi tormenta: la Luna.  Questi sono gli scarabocchi che fino a qualche minuto fa affollavano un foglio bianco sulla mia scrivania. Con un filo di voce ti ho chiesto che cosa volessi dalla mia vita e tu hai lasciato che un'unica parola sibilasse nell'aria..."Tutto".  Il tuo abbraccio, ora, era diventato una stretta infernale, un giogo troppo pe...

Rosso, bianco, fumo e una ragazza

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Rosso; vortici biancastri nella stanza; odore di fumo; una ragazza. Una ragazza persa dentro una nuvola acre, gli occhi fissi davanti a sé, non guarda niente ma il suo sguardo è talmente intenso che gli occhi le fanno male, la visione si annebbia e si confonde, ora non c'è più niente di reale davanti a lei: solo immagini della sua mente. Chiude gli occhi, cerca di non pensare, di farle andare via. Partita persa già in partenza, e lei lo sa bene, ma ci prova ancora una volta e ancora una volta fallisce. Sotto quegli occhi chiusi si agitano le stesse immagini, ancora più vivide. Una fitta, uno spasmo lancinante le comprime il ventre e poi altre ancora sempre più acute che si accavallano, partono dal basso e risalgono fino allo stomaco e diventano conati di vomito che si fanno strada fino alla bocca e poi diventano calde lacrime che scendono sul volto. La liberano. Ora sotto le palpebre tremanti le immagini si bagnano, perdono i contorni e piano piano non ne rimane niente. Apre g...