La foresta dell'espiazione
L'aria si era fatta improvvisamente inclemente e il sole, scivolato lungo la sua parabola calante, era diventato un fascio radiale di un accecante arancione puro. Il fascio lungo e stretto si annidava prepotente fra la bassa boscaglia fino a stanare anche l'ultimo anfratto prossimo al buio nella notte latente. La luce imparziale si tendeva in convulsi spasimi fino al limitare degli arbusti e si immergeva poi, prossima alla morte, nelle acque del placido torrente che sinuoso si lanciava verso la caduta al mare. L'azzurro cupo della piccola fonte contaminato da quella presenza luminosa estranea assumeva una vivacità malata che poche volte si era vista, e l'azzurro freddo magicamente si trasformava in un turchese pastello innaturale per i toni di marrone e di verde di quella foresta appena entrata nella primavera. Un occhio ramingo avrebbe avvertito la presenza di quel nuovo colore sulla tavolozza quasi monocorde della vallata solo aguzzando un poco la vista. Lo spettacolo...