Chiusa in una bolla
Sotto un cielo pesante di nuvole scure che odorano di pioggia, cammino, schivando mulinelli voraci di foglie brune e pozzanghere fangose, cammino meditabonda senza direzione e senza volontà di riemergere dal malloppo intrecciato di vicoli grigi; cammino e mi sento chiusa in una bolla. Mi siedo, di mala voglia e senza un effettivo bisogno, ad un bar già ingombro di chiacchiere e di fumo denso, ma anche seduta mi sento chiusa nella mia bolla. Fuggo via e mi getto nella calca accogliente di un autobus all'ora di punta, almeno fra questo marasma di suoni risate e profumi speravo di essere al sicuro, ma, l'illusione si rompe presto: ancora una volta mi sento chiusa nella mia bolla. Sono chiusa in una bolla. Bolla di acciaio impenetrabile, corazza di menzogne intessute e lavorate a comporre la mia farsa quotidiana. Da dietro questa cortina nebulosa di finzioni cerco di guardare il mondo e di percepire i suoi rumori felpati, simboli di una vita libera di fluire al di fuori di me. ...