Sospesi nel tempo
Giornata glaciale, il vento spazza i vicoli con una furia immotivata mentre un sole placido, indora poche nuvole biancastre su un cielo innaturalmente azzurro. Le imposte cigolano e i battenti si rincorrono in un gioco perverso di raffiche aritmiche, gli androni dei vecchi palazzi, vestigia di uno splendore ormai perso, incanalano l'aria gelida e ti invitano ad affacciarti, a guardarli dentro; vogliono essere vissuti ancora una volta. E così ti spingono ad entrate, a correre su per quelle scalinate consunte e sconnesse, a sondare ogni stanza, spaventato e libero di frugare al loro interno. La luce è quasi assente, il freddo intirizzisce le membra e l'odore penetrante di muffa stuzzica il naso, sospingendoti a cercare, fra quei resti di vite vissute, un segreto da custodire nel cuore. I corridoi scivolano in stanze spoglie e piene di polvere, ma nell'aria si avverte appena un rumore di pagine mosse, di fogli fluttuanti e di libri scompaginati. Uno di quei corridoi si conto...