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Visualizzazione dei post da febbraio, 2016

Eiren

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Eiren aveva freddo.  Lo sentiva scivolare dentro attraverso le labbra socchiuse e scendere in basso a riempirle i polmoni e a sfiorarle il cuore. Lo sentiva nelle orecchie quasi potesse dargli un suono, lo sentiva risuonare nella testa identico al rumore delle crepe inesorabili che tagliano la terra. Silenzio e suono fusi insieme a sbrindellarle la mente in un sibilo costante.  Le mani erano diventante paonazze nello sforzo di stringere intorno al corpo inerte la lana del suo maglione, le guance le tiravano e la pelle si sfaldava, crepandosi in lunghe rughe irregolari che le invecchiavano il viso già bagnato di lacrime rapprese al freddo. Gli occhi facevano fatica a vedere, accecati dal freddo biancore di quella neve statica che tutto aveva ricoperto. Ad Eiren non piaceva pensare che la neve coprisse, la neve non copriva un bel niente. Magari fosse stata una coperta, ci si sarebbe ficcata dentro per farsi seppellire. La neve, invece, porta tutto alla luce, il bianco ti riem...