Urlo di autodistruzione
Sto male. Sento il dolore che si insinua fra i muscoli e li blocca in una morsa. Sono distesa su questo letto da ore, forse da giorni. Non saprei dirlo, mi sono estraniata dal flusso del tempo da così tanto che ho perso ogni contatto con tutto quello che è vivo al di fuori di queste quattro mura. Mura che sono il mio rifugio e la mia cella. Non sono più in grado di distinguere né luce né buio perché ormai per me esiste solo la notte eterna che filtra da quella finestra. Mi sono svegliata da un sonno stanco, da un dormiveglia malato che non riposa ma che logora fino a far perdere conoscenza per qualche minuto e quello è tutto ciò che ti viene concesso: qualche minuto di incoscienza per riprenderti e farti continuare ancora. Sono sveglia e distesa su questo letto, che forse non è nemmeno mio. Cerco di sedermi e di mettere a fuoco quello che mi circonda per vedere se riesco a riconoscere qualcosa. Chiamo a r...