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Visualizzazione dei post da maggio, 2014

Urlo di autodistruzione

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Sto male. Sento il dolore che si insinua fra i muscoli e li blocca in una morsa. Sono distesa su questo letto da ore, forse da giorni. Non saprei dirlo, mi sono estraniata dal flusso del tempo da così tanto che ho perso ogni contatto con tutto quello che è vivo al di fuori di queste quattro mura. Mura che sono il mio rifugio e la mia cella. Non sono più in grado di distinguere né luce né buio perché ormai per me esiste solo la notte eterna che filtra da quella finestra. Mi sono svegliata da un sonno stanco, da un dormiveglia malato che non riposa ma che logora fino a far perdere conoscenza per qualche minuto e quello è tutto ciò che ti viene concesso: qualche minuto di incoscienza per riprenderti e farti continuare ancora. Sono sveglia e distesa su questo letto, che forse non è nemmeno mio. Cerco di sedermi e di mettere a fuoco quello che mi circonda per vedere se riesco a riconoscere qualcosa. Chiamo a r...

La stazione: la sala d'aspetto del mondo

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Due ragazzi si baciano. Si baciano, disperati, alla stazione sotto la calura estiva davanti alle bocche di un treno che fra pochi minuti inghiottirà uno di loro. Sono serrati in un abbraccio senza tempo e senza età. A guardali bene sono anche troppo giovani per scambiarsi baci così passionali, ma sono alla stazione: la sala d'aspetto del mondo, dove le emozioni si caricano e si tirano fino allo spasmo, dove l'attesa corrode ed eccita ogni cuore, dove in definitiva ogni cosa è lecita perché non si è più in sé stessi. E così più il treno manifesta la sua intenzione di partire e più lui la stringe convulsamente a sé; una mano serrata sulla sua nuca e l'altra a far pressione sul collo di lei fino a costringerla a far aderire completamente i loro corpi. La loro disperata passione non può che culminare in un bacio vorace, carnale, famelico. L'ora è arrivata, il treno è in partenza. Lei cerca...

La Regina Pazza

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Un tuffo al cuore e sono al nostro solito posto. Il respiro si accelera e poi si ferma improvvisamente, il corpo è tutto teso e gli occhi ti aspettano. Sono convinti che tu comparirai da dietro qualche angolo fra una manciata di secondi. Ah, che stupida! Dopo poco la mente ricorda e gli occhi si abbassano consci che non arriverà più nessuno. Mille volte sono tornata in quel posto. All’inizio mi avvicinavo appena, ci giravo intorno come un avvoltoio sulla preda, peccato che la preda ero io. Poi mi sono decisa a tornare, mi sono decisa ad entrare un’altra volta in quella che è per me la casa del dolore e del ricordo. Tutto è come lo abbiamo lasciato. Immacolato, un piccolo altare nel deserto. I segni del tempo hanno corroso e calpestato ogni cosa intorno ma non si sono arrischiati a toccare quel luogo sacro. Sacro? Forse, un tempo! Ma che sto dicendo, era sacro senza ombra di dubbio. Quello era il nostro rifugio, il nostro giardino dell’Eden, il nostro mondo: dove amore regnava trion...

Il ritratto

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"Ti odio! Hai rovinato la mia vita, vattene via!" urlò la splendida ragazza in piedi al centro della stanza semivuota, mentre lottava per fermare il tremito del suo corpo scosso dalla rabbia e dal dolore. Era paralizzata in quella posa aspettando una reazione dalla figura imponente e ombrosa di fronte a lei. "La tua vita faceva già schifo quando ti ho conosciuta, non dare la colpa a me! Io..non ho fatto altro...ma vai al diavolo, donna!" Urlò più forte di lei, facendola rabbrividire di terrore, e si lanciò fuori dalla loro camera da letto chiudendo, con uno schianto di rabbia seguito da una imprecazione, la porta. Le urla erano finite. Ora, c'era solo il silenzio. La donna rimasta finalmente sola non seppe più dominarsi e si lasciò andare, preda di una miriade di emozioni laceranti. Le lacrime scorrevano calde, liberatorie sulle sue guance lievemente arrossate dallo scontro appena sostenuto, il corpo pian piano comincio ad essere straziato da pesanti singult...