Sospesi nel tempo


Giornata glaciale, il vento spazza i vicoli con una furia immotivata mentre un sole placido, indora poche nuvole biancastre su un cielo innaturalmente azzurro. Le imposte cigolano e i battenti si rincorrono in un gioco perverso di raffiche aritmiche, gli androni dei vecchi palazzi, vestigia di uno splendore ormai perso, incanalano l'aria gelida e ti invitano ad affacciarti, a guardarli dentro; vogliono essere vissuti ancora una volta. E così ti spingono ad entrate, a correre su per quelle scalinate consunte e sconnesse, a sondare ogni stanza, spaventato e libero di frugare al loro interno. La luce è quasi assente, il freddo intirizzisce le membra e l'odore penetrante di muffa stuzzica il naso, sospingendoti a cercare, fra quei resti di vite vissute, un segreto da custodire nel cuore.
I corridoi scivolano in stanze spoglie e piene di polvere, ma nell'aria si avverte appena un rumore di pagine mosse, di fogli fluttuanti e di libri scompaginati. Uno di quei corridoi si contorce e poi all'improvviso si schiude in un salone enorme: le vetrate che lo percorrono hanno vetri rotti e il vento impazza liberamente, turbinando fra pile infinite di libri ingialliti.
Ogni spazio di quella biblioteca dimenticata è coperto da libri: libri per terra a formare piramidi pericolanti, libri che incurvano scaffali tarlati, libri che tappezzano gli scalini sotto le finestre, libri che ammorbano l'aria di speranze gloriose e di avventure inimmaginabili, libri che colorano il grigiore della stanza con le loro copertine sbiadite nella patina del tempo.
I raggi di luce si proiettano in strane angolature giocando a rincorrersi con le ombre e insinuandosi fra i volumi e i vetri taglienti, per poi posarsi su due giovani amanti seduti a terra con le spalle contro il muro e stretti, l'uno nelle braccia dell'altro, mentre leggono poesie di amori immortali.
Lui la circonda con il suo corpo, tenendola al caldo contro se stesso, la bocca posata morbidamente sul collo, nudo, di lei e le mani serrate sul suo ventre; lei abbandonata sul suo petto, il viso rigato di lacrime e la voce passionale, spezzata solo da qualche singulto, sussurrante la tragica storia di due celebri innamorati.
I versi sono finiti, la loro fine ineluttabile. I cuori martellano sincronici nel petto e le bocche si uniscono in un unico sospiro inquieto. Il tempo si è fermato, i pulviscoli di polvere sono cristallizzati alla luce tenue del sole e il vento stesso si è placato, timoroso di rompere il bacio di due ragazzi persi nel chiaroscuro di una biblioteca inabissata, nei secoli, con il suo segreto.



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