La strega delle biblioteca

I suoi capelli erano corvini e attorcigliati in perfette infinite spirali che le cerchiavano il volto ormai sfiorito. Il nero così genuino e naturale, era l'emblema vivido del suo attaccamento alla vita: come lei non volevano invecchiare. Quei capelli carbone le donavano, sulla tela pallida del visino, tratti ora di impudenza, ora di caparbietà e a volte anche di viva malignità ma, sotto la luce secca della giornate primaverili, la facevano sembrare morente. Una porcellana della pelle morbida e bianchissima macchiata dall'onta incancellabile dello scherzo dei colori.
L'incedere del tempo aveva appesantito il suo corpo privandolo della grazia tipica della gioventù ma il viso era rimasto quello di una ragazzina. Non che mancassero piccole rughette qua e là a
simboleggiare, come in realtà, anche quella parte fosse stata soggetta all'incantesimo del tempo quanto perché aveva due occhi enormi, anch'essi neri come la notte ma furbescamente sorridenti. Quegli occhi non sapevano metterti paura, ci provavano, ma la scintilla che si intravedeva sul loro fondo era come una risata latente pronta ad esplodere, pronta a vanificare ogni brivido. Su due occhi così nemmeno gli anni potevano avere la meglio.
Aveva poi due labbra sottili quasi inesistenti e guardandola avresti pensato che avesse un taglio dolorosamente aperto al loro posto. Taglio che prendeva forma solo quando si colmava del rosso sangue del suo amato rossetto di sempre. Sotto quella tinta violenta ammirare le sue labbra diventava cosa assai facile, non certo, come ignorare la loro amplificata artificiosità.
Tutti questi elementi difformi, rinchiusi in uno spazio tanto piccolo, non facevano che accentuare la sua stravaganza e la sua diversità dal comune e, come sempre accade, la gente aveva finito per affibbiarle nomignoli.
Per tutti era: la donna con il volto da bambina e i capelli da strega o lo scherzo della biblioteca o più spesso la strega della biblioteca. La chiamavano così perché ad ogni ora della notte e del giorno potevi trovarla intrappolata dentro la sua casa di libri, seduta sulla sua logora e maleodorante poltrona marrone, con accanto una candela accesa, una sigaretta artigliata fra le dita e un libro aperto in grembo.
Non esisteva spazio in quella casetta di mattoni arroccata sulla collina che non fosse ingombro di libri: libri in cucina sopra il frigorifero, libri usati come sottobicchieri sulla credenza, libri in salotto sopra e sotto il mutilo tavolino da tè, libri dimenticati in bagno dentro la cassetta dei medicinali, libri aperti sotto il gazebo del giardino, libri impilati frettolosamente a formare tante piccole torri di avvistamento lungo i battiscopa dei corridoi, libri disseminati per la camera da letto in una geometria sensuale di pagine o semplicemente libri lasciati per terra a disegnare una pianta inindovinabile dei suoi umori.
Nessuno sapeva perché avesse tanti libri o se li avesse davvero letti tutti o che cosa fosse stata prima di arrivare su quella collina disabitata appendice di un paesino ancor più spoglio, però avevano capito subito che lei, la strega dei libri, amava più la compagnia di quegli oggetti inanimati che la loro.
Da tempo solo i bambini osavano, spinti dalla curiosità, avventurasi su quella casa, alzare i loro piedini per sbirciare con occhi timorosi dalle fessure dei battenti sempre tirati. Speravano sempre di vederla mescolare qualche impasto verdastro dentro un fumante calderone o intenta a divorarsi qualche lucertolina ma le loro fantasticherie si vanificavano puntualmente perché i loro piccoli occhietti fissavano, ogni giorno, la stessa figura di donna stanca e segnata da profonde occhiaie, illuminata dal solo tremulo chiaroscuro di una candela e rapita della lettura di un consunto volume di storie mentre con molle frivolezza si portava meccanicamente la sigaretta alla bocca segnata di rosso.
Qualcuno racconta che con il passare dei giorni e dei mesi pure i bambini si siano dimenticati di lei smettendo da un giorno all'altro di andarla a spiare, convinti che ormai quella donna non avesse nulla di male oltre ad una eccezionale moribonda bellezza. Che fine abbia fatto la strega della biblioteca nessuno lo sa con certezza ma i bambini raccontano di averla vista, un'ultima volta, incastonata dentro le pagine di uno dei suoi libri, intrappolata per sempre nel posto che aveva amato più al mondo.



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