Rosso, bianco, fumo e una ragazza
Rosso; vortici biancastri nella stanza; odore di fumo; una ragazza.
Una ragazza persa dentro una nuvola acre, gli occhi fissi davanti a sé, non guarda niente ma il suo sguardo è talmente intenso che gli occhi le fanno male, la visione si annebbia e si confonde, ora non c'è più niente di reale davanti a lei: solo immagini della sua mente.
Chiude gli occhi, cerca di non pensare, di farle andare via. Partita persa già in partenza, e lei lo sa bene, ma ci prova ancora una volta e ancora una volta fallisce. Sotto quegli occhi chiusi si agitano le stesse immagini, ancora più vivide.
Una fitta, uno spasmo lancinante le comprime il ventre e poi altre ancora sempre più acute che si accavallano, partono dal basso e risalgono fino allo stomaco e diventano conati di vomito che si fanno strada fino alla bocca e poi diventano calde lacrime che scendono sul volto.
La liberano.
Ora sotto le palpebre tremanti le immagini si bagnano, perdono i contorni e piano piano non ne rimane niente. Apre gli occhi, sorride e bisbiglia a sé stessa:
"Ho bisogno di respirare un'aria che sia un vento di tempesta, ho bisogno di essere una fiamma che brucia e non un fuoco che scalda dolcemente, ho bisogno di bruciarmi e farmi male, ho bisogno di sbattere forte le ossa e pensare ora ho provato tutto... Ma fino ad oggi che cosa ho provato? Che cosa sono stata? Niente di tutto questo, non sono stata niente, ma ora.."
Si alza in piedi, aspira forte da quella sigaretta come se cercasse lì la forza che le manca dentro, e butta fuori fumo e parole sorde:
"Io voglio essere una puttana che batte i sentieri più depravati della vita, voglio strisciare sugli asfalti più sudici e leccare la terra umida contro cui vengo sbattuta, voglio che la mia giornata infernale non finisca mai, voglio che il letto tremi di piacere, voglio vivere questo dannato tempo a disposizione
come se fosse eterno, voglio provare tutto e sentire tutto troppo.."
La sigaretta è finita; le parole continuano a muoversi per la stanza, prendono corpo e diventano reali.
Con queste mie parole apro ufficialmente "The Golden Cage" e do il via alle danze!
Una ragazza persa dentro una nuvola acre, gli occhi fissi davanti a sé, non guarda niente ma il suo sguardo è talmente intenso che gli occhi le fanno male, la visione si annebbia e si confonde, ora non c'è più niente di reale davanti a lei: solo immagini della sua mente.
Chiude gli occhi, cerca di non pensare, di farle andare via. Partita persa già in partenza, e lei lo sa bene, ma ci prova ancora una volta e ancora una volta fallisce. Sotto quegli occhi chiusi si agitano le stesse immagini, ancora più vivide.
Una fitta, uno spasmo lancinante le comprime il ventre e poi altre ancora sempre più acute che si accavallano, partono dal basso e risalgono fino allo stomaco e diventano conati di vomito che si fanno strada fino alla bocca e poi diventano calde lacrime che scendono sul volto.
La liberano.
Ora sotto le palpebre tremanti le immagini si bagnano, perdono i contorni e piano piano non ne rimane niente. Apre gli occhi, sorride e bisbiglia a sé stessa:
"Ho bisogno di respirare un'aria che sia un vento di tempesta, ho bisogno di essere una fiamma che brucia e non un fuoco che scalda dolcemente, ho bisogno di bruciarmi e farmi male, ho bisogno di sbattere forte le ossa e pensare ora ho provato tutto... Ma fino ad oggi che cosa ho provato? Che cosa sono stata? Niente di tutto questo, non sono stata niente, ma ora.."Si alza in piedi, aspira forte da quella sigaretta come se cercasse lì la forza che le manca dentro, e butta fuori fumo e parole sorde:
"Io voglio essere una puttana che batte i sentieri più depravati della vita, voglio strisciare sugli asfalti più sudici e leccare la terra umida contro cui vengo sbattuta, voglio che la mia giornata infernale non finisca mai, voglio che il letto tremi di piacere, voglio vivere questo dannato tempo a disposizione
come se fosse eterno, voglio provare tutto e sentire tutto troppo.."
La sigaretta è finita; le parole continuano a muoversi per la stanza, prendono corpo e diventano reali.
Con queste mie parole apro ufficialmente "The Golden Cage" e do il via alle danze!
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