Dialogo di un'anima alla luna

Non riesco a dormire. Forse è colpa del vento che ulula troppo forte contro la mia finestra costringendomi ad ascoltarlo o forse sono solo i miei pensieri che urlano nella mia testa, più forti del vento più forti di ogni altra cosa; ma io non voglio ascoltarli, vorrei solo addormentarmi e perdere per qualche ora la cognizione di quello che mi circonda, ma anche per questa notte è impossibile.
Allora mi rifugio qui, nella mia Gabbia, e scrivo. Scrivo per voi e per soprattutto per me stessa, scrivo per non impazzire, scrivo per mettere ordine alle immagini che affollano la mia mente e questa sera ho una sola immagine che mi tormenta: la Luna. 
Questi sono gli scarabocchi che fino a qualche minuto fa affollavano un foglio bianco sulla mia scrivania.

Con un filo di voce ti ho chiesto che cosa volessi dalla mia vita e tu hai lasciato che un'unica parola sibilasse nell'aria..."Tutto". 
Il tuo abbraccio, ora, era diventato una stretta infernale, un giogo troppo pesante da poter sopportare, mi sono staccata e ti ho voltato le spalle e con gli occhi fissi alla luna ho pianto.
Un pianto sommesso, una lacrima alla volta, senza fretta e senza spasmi, un pianto composto e fra una goccia e l'altra ho sussurrato parole salate, invocando così quella luna a mia testimone.. "Io non sono la donna per te, io ho bisogno di un uomo che non mi chieda mai di essere il suo tutto, perché io sono intera e spezzata, bianca e nera, cambiamento e tradizione tutto allo stesso momento, io non ho nulla tranne la mia Anima perennemente incostante e volubile, fragile come le ali di una farfalla, paurosa e timida della stessa libertà che ricerca... Anima che sempre mi spinge a guardare avanti e che mai mi da tregua nel petto;
Anima che non mi permette di godere di un amore che da soddisfazione e appagamento perché per lei la mutevolezza è costanza;
Anima che mi costringe a raggiungere un orizzonte che sprofonda nell'abisso più nero, mi costringe ad un cadere senza fine...ma questo è quello che la tiranna del mio cuore vuole ed io non posso non obbedire". 
Mi alzai da quell'eterno caldo abbraccio e me ne andai e, senza guardare ciò che avevo lasciato, marciai verso il mio abisso sospinta dal soffio immortale della mia Anima. 




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