Vagar per mondi

Gironzolo tra le città di fantasmi che popolano la mia stanza, volto ancora una pagina e sono in un modo squassato dalla guerra e dalla fame, ne giro un'altra e sono davanti alla forca di un condannato a morte, giro ancora e sono in un mondo fantastico; per tutta la notte non faccio che aggirarmi fra questi mondi lontani o vicini dove la mente si perde e non sente la mancanza presente. Ma anche le pagine finiscono ed io sono costretta a tornare, io devo tornare.
La notte si sta schiudendo alle prime luci del nuovo giorno e io mi lascio cadere, la mente annebbiata dai ricordi, sul mio letto gelido. Gli occhi venati di sangue si chiudono pesanti, ma io non riesco ad abbandonarmi e così a mezza bocca, sussurrando, prego. Prego perché questa sia la mia ultima notte senza riposo, perché la mia pena sia finalmente scontata.
Ah, preghiere vane! Ah, preghiere mal rivolte!
Inutili e sprecate come parole nel vento.
Neppure le calde ombre del mattino riescono a distendere i miei pensieri aggrovigliati in una matassa senza inizio, li sento muoversi e ansimare nella mia testa: vogliono essere riordinati, vogliono essere vissuti. Ma io non voglio. Così li spingo giù, li comprimo fino a quando non li sento più muoversi, fino a quando mi addormento esausta.
Ma, oggi, non c'è sonno per me e così, con gli occhi chiusi e le mani conficcate nel lenzuolo, non posso fare a meno di viaggiare ancora, solo per perdermi fra i miei desideri, solo per naufragare nel mondo limbico del vorrei:
"Vorrei venire da te. Vorrei avere il coraggio di presentarmi davanti al tuo portone e di suonare il campanello. Vorrei avere l'autocontrollo di aspettare che tu scenda ad aprirmi. E vorrei avere la forza di alzarmi sulla punta dei piedi e baciarti, baciarti per ore senza mai prendere fiato senza mai lasciare che le parole rovinino questo momento. Ne abbiamo dette troppe, urlate contro o sussurrate fra le lacrime; e ne abbiamo dette poche, lasciando che il loro silenzio ci indebolisse. Vorrei dimenticare tutto questo e sprofondare con te nel letto, avvinghiati per non perderci di nuovo. Vorrei guardarti negli occhi ansimante, mentre sento il tuo calore e il tuo respiro rovente sulla mia carne livida, per sapere che esisti davvero e che non sei solo un demone della mia mente. Vorrei solo trovare l'ardore di farlo veramente.."
Il mondo del vorrei vacilla, sfuma lentamente mentre sento che l'incoscienza del sonno si fa strada fra i muscoli.
"..ma invece non faccio niente e come sempre aspetto, ti aspetto, viaggiando con l'immaginazione in queste notti insonni."
Il sonno mi ha vinta e almeno per un'ora sarò sua.





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